Il mese del perdono

Ho deciso che Agosto sarà il mio mese del perdono. Chi e quanto ho da perdonare?

I miei genitori per non essere stati così perfetti e premurosi così come da bambina avrei voluto: il mio babbo per non avere tenuto fede alle migliaia di promesse che mi ha sempre fatto, la mia mamma per avermi sempre fato sentire non adeguata alle aspettative sue e di tutto il parentado…

Gli adulti responsabili della mia educazione per non aver sempre capito cosa si nascondeva dietro ai fallimenti scolastici o a dei comportamenti poco consoni alla situazione…

Gli ex fidanzati per non essere stati così presenti come avrei voluto, per aver tradito la mia fiducia, per non avermi capito fino in fondo, per non avermi amato come io volevo…

Gli amici che se ne sono andati, che mi hanno fatto degli sgarbi, che mi hanno rubato qualcosa…

Colleghi o superiori al lavoro per aver o non aver…

Ognuno di noi ha qualcuno da perdonare agli altri per sgarbi, veri o presunti, che sente di aver subito nella sua vita.

Io ho deciso che soprattutto voglio perdonare me stessa, per tutte le volte che ho fatto e mi sono fatta del male. Mi voglio perdonare perché non voglio più portarmi dietro i sensi di colpa che mi tengono a terra, che mi impediscono di cambiare le cose e quindi di poter volare.

Ogni volta che rivivo un rimpianto rimango ancorata al passato, permetto al dolore di ristagnare invece di uscire fuori e dissolversi, continuo a sentirmi inadeguata.

Anni fa un amico mi ha raccontato un episodio accadutogli 45 anni prima, quando aveva solo 6 anni, di cui si portava ancora dietro il senso di colpa, e a causa del quale non sentiva mai di essere sufficientemente buono o degno di provare felicità.

Quanti di noi sono nella stessa situazione? Quanti di noi si sentono ancora in colpa per cose fatte anni e anni addietro, e non fanno quindi il minimo sforzo per costruirsi strade alternative al vecchi o dolore?

Un altro amico una volta, dopo che si era appena conclusa una storia affettiva importante per la quale stavo parecchio male, mi disse: non mi importa chi ha ragione o torto, io voglio bene a te e quindi sto dalla tua parte.

Ecco, voglio imparare a stare dalla mia parte sempre, anche se posso avere avuto torto, o posso avere sbagliato, fatto del male o anche solo omesso di fare del bene. Voglio smettere di fustigarmi per questo, pensare che non merito amore e quindi lasciare che gli altri lo pensino di me e non mi rispettino.

Perdonare per me non vuol dire ergersi a giudice superiore e, senza appello, dividere il bene e il male in due categorie separate e intoccabili. Perdonare per me ha il senso di benevolenza, di accogliere ciò che è stato smettendo di valutarlo, metterlo da parte e dimenticarlo, levandogli il potere che ancora mantiene. Perdonare vuol dire aprirsi all’amore, ad un amore che non mette condizioni, che non chiede niente in cambio, perché riconosce il suo principale valore nel dare.

E come posso fare? Il primo passo è riuscire a disidentificarsi da quelle situazioni, riviverle non più da protagonista (vittima o carnefice a seconda di chi va perdonato), ma da spettatore, come se le immagini della nostra mente appartenessero ad un film. In questo modo possiamo separarci dall’emozione che la situazione porta con sé, per accogliere nel nostro sguardo anche l’altro con le sue ragioni, esattamente come in un film comprendiamo i punti di vista di più protagonisti anche quando loro sono interessati solo ai propri.

Il secondo passo è quello di inventarsi un rito che permetta il fluire rancore verso l’altro o del senso di colpa verso se stessi; può essere quello di scrivere e poi bruciare i fogli dove si è scritto, può essere una meditazione particolare, un mantra ripetuto più volte, può essere buttare un sasso nel mare o fare un’offerta a qualcuno….. qualsiasi cosa che vi permetta di lasciare andare va benissimo, scegliete la vostra, anche se ad altri potrebbe apparire strana, l’importante è che funzioni per voi.

L’ultimo passo è di riconoscervi il lavoro fatto e festeggiarvi per questo con qualcosa che vi piace. Anche qui potete scatenare l’immaginazione: per qualcuno sarà un oggetto, per altri del cibo, o un brindisi, altri ancora vorranno dedicarsi un momento particolare tutto per sé o da passare con chi amano…. Qualsiasi cosa va bene, l’importante è che contenga la sensazione di meritarsi la felicità, e che si è chiuso un capitolo importante.

Questo Agosto sarà il mio mese del perdono, ho già iniziato a buttare fuori e a identificare il lavoro da fare, non sarà privo di dolore, ma so anche che ci guadagnerò un bel po’.

E voi, cosa state aspettando?

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