La linea del tempo e il rispetto dell’altro

Se doveste disegnare una linea del tempo in orizzontale dove mettereste il passato? A destra o a sinistra del presente? Sembra una domanda banale, giusto? Tutti noi mettiamo il passato a sinistra e il presente a destra.

Ma se voi foste arabi e aveste una scrittura da destra a sinistra, come sarebbe la vostra linea del tempo?

Messa così la domanda non è più così banale, e infatti, in una classe di richiedenti asilo, di maggioranza lingua madre arabi, a tale domanda hanno risposto quasi tutti: il passato sta a destra, il futuro a sinistra. E io mi sono adeguata.

Da lì ho potuto iniziare la mia lezione. Il tema di oggi era la differenza fra il passato prossimo e l’imperfetto, argomento complesso e di non facile comprensione.

Avevo deciso di cominciare lavorando proprio sulla linea del tempo, per posizionare gli eventi nel loro ordine, e quindi riflettere su quale tempo usare per descriverli.

Abbiamo discusso e riflettuto tutta la mattina su come usare l’imperfetto, su cosa significa un’azione ripetuta e cosa un’azione breve, ci siamo raccontati episodi di quando eravamo piccoli (a cosa giocavamo, cosa ci piaceva fare) e piano piano hanno iniziato a capire.

E’ stata una lezione impegnativa, ma li ho visti molto motivati, perché si sono sentiti coinvolti in prima persona, e hanno sentito il mio rispetto verso il loro mondo.

E’ questa la chiave per insegnare italiano: partire da loro, dalle loro esperienza, e piano piano portarli verso le nostre regole.

Nel mondo del counseling si parla di RICALCO  e GUIDA,  ricalco il tuo modo di essere e poi ti guido verso il cambiamento. E in questo percorso sono aperta a ciò che conoscerò di te e del tuo mondo, ne farò ricchezza.

E chissà se guardando il passato da un altro punto di vista non ne modifichi anche la mia percezione.

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