La nostra zona comfort

La nostra zona comfort

La nostra vita è fatta di abitudini. Alcune ce le siamo costruite volontariamente, altre le abbiamo ereditate dalla nostra famiglia, ma non ne siamo coscienti e ormai fanno talmente parte di noi che sono le nostre verità. Difficilmente comprendiamo le abitudini altrui quando sono diverse dalle nostre e ancor più difficilmente siamo disposti a modificare le nostre, perché abbiamo sempre fatto così, perché così ci va bene, perché “io non posso….” a me non riesce…”, “mi fa male…” non fa per me…”

Sarà vero? Abbiamo mai sperimentato cosa succede se usciamo dai nostri confini e ci avviciniamo a situazioni diverse? Non parlo di grandi cose, ma di piccole modifiche alla nostra vita, che non potrebbero farci male, al contrario potrebbero offrirci una visuale diversa.

Sono tornata da poco da un viaggio in Marocco durante il quale ho deciso di uscire dalla mia zona comfort e di fare esperienze diverse dalle solite, superando le mie paure. La prima è stata andare in un hammam, farmi fare i lavaggi, lo scrub e un massaggio di un’ora. Avevo sempre pensato che la mia pressione bassa mi impedisse di poterlo fare, ho sempre temuto di svenire, ma questa volta mi sono detta che se svenivo qualcuno mi avrebbe raccattato, e che era giunta l’ora di provare.

La seconda esperienza è stata a Marrakesh, due giorni da sola nel caos della città, con tutti i venditori del suq che vogliono mostrare le loro merci, che vogliono coinvolgerti e ti chiedono soldi. Non nego di aver avuto paura, di essermi sentita insicura, ma questo non mi ha fermato perché la curiosità è stata più forte, e ho imparato ad ascoltarmi per sapere fino a dove posso osare.

Il mio sistema difensivo e di paura si situa nell’intestino, e ogni volta che scelgo di “correre dei rischi” è l’intestino che mi parla, e mette in atto strategie che mi inducano a fermarmi. Ormai l’ho capito e non lo vedo più come un limite, ma come un segnale che devo dare maggior attenzione alla parte di me che è impaurita, a volte basta che mi porti dietro la pasticchina di bimixin (neanche che la prenda, basta ce l’abbia in borsa), perché tutto rientri nella norma.

Inutile dire che sia dopo l’hamman che dopo l’esperienza del suq mi sono sentita molto più felice e soddisfatta di me stessa, ho goduto il massaggio e le atmosfere e i colori della città, cosa che se avessi dato retta alla mia paura non avrei mai fatto.

Uscire dalla zona comfort e dalle abitudini è sempre un rischio perché, una volta fatto, non saremo più le stesse persone di prima, saremo altro e non sappiamo cosa, ed è questo che ci fa paura ma, al tempo stesso, è questo il bello!

Con ciò non voglio dire che dovremmo modificare TUTTE le nostre abitudini, ci sono cose che facciamo perché vanno bene esattamente così.  Ad esempio: io sono intollerante al cumino e se lo mangio sto male, ho fatto l’esperimento anche in questo ultimo viaggio e il risultato è sempre lo stesso, per cui continuo a non mangiarlo senza farmi problemi.

Ho comunque riprovato a mangiarlo, non mi sono fidata del passato, così come non mi sono fidata rispetto alle altre esperienze raccontate, ogni tanto conviene sperimentare, e magari con il tempo le situazioni cambiano.

Imparare ad uscire dalla nostra zona comfort per le piccole cose ci serve come allenamento  anche per quelle più importanti, e a non reagire sempre con i soliti cliché che ormai stanno stretti persino a noi.

Non importa andare in Marocco o lontano da casa, per uscire dalle abitudini basta prendersi un impegno quotidiano. Possiamo cambiare la strada per andare al lavoro (anche se ne facciamo una leggermente più lunga non succede nulla), possiamo cambiare il posto dove ci sediamo solitamente al cinema, o banalmente a tavola a casa nostra,, possiamo cambiare tipo di biscotti la mattina a colazione, possiamo imparare una nuova parola, italiana o straniera ogni giorno, possiamo comprare un quotidiano diverso, possiamo…….

Aggiungete voi cosa potete fare per uscire dalle vostre abitudini, fatevi un elenco che vi diverta (chi l’ha detto che per cambiare si deve soffrire?) e sperimentatevi. Vedrete che modificare il punto di vista permette di osservare il mondo con occhi diversi, e sono sicura che avrete delle belle sorprese!

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